Settembre 11, 2026
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Una riforma che punta alla qualità della formazione

Con la pubblicazione dell’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, entrato in vigore il 24 maggio 2025, il legislatore ha introdotto una profonda revisione dell’intero sistema della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

L’obiettivo principale non è aumentare semplicemente il numero delle ore di formazione, ma garantire che la formazione produca un reale cambiamento nei comportamenti e nelle competenze dei lavoratori.

Per la prima volta vengono disciplinate in maniera dettagliata non solo la durata e i contenuti dei corsi, ma anche le modalità di verifica dell’apprendimento e dell’efficacia della formazione durante l’attività lavorativa.

Il nuovo Accordo abroga e sostituisce integralmente i precedenti Accordi Stato-Regioni del 2011, 2012 e 2016, creando un sistema unico e armonizzato per tutte le figure della sicurezza aziendale.

Il nuovo percorso formativo dei lavoratori

La formazione dei lavoratori continua a essere articolata in due moduli fondamentali:

1. Formazione generale

La formazione generale mantiene una durata minima di 4 ore.

Tale modulo rappresenta il primo approccio del lavoratore ai principi della prevenzione e della sicurezza sul lavoro e costituisce un credito formativo permanente.

Gli argomenti trattati riguardano:

  • concetti di rischio, danno e prevenzione;
  • organizzazione della prevenzione aziendale;
  • diritti e doveri dei soggetti della sicurezza;
  • organi di vigilanza, controllo e assistenza;
  • sistema legislativo in materia di salute e sicurezza.

La formazione generale può essere svolta:

  • in presenza;
  • in videoconferenza sincrona;
  • in e-learning.

Al termine è prevista una verifica dell’apprendimento mediante test o colloquio.

2. Formazione specifica

La formazione specifica è direttamente collegata ai rischi individuati nella valutazione dei rischi aziendale.

A differenza della formazione generale, deve essere personalizzata in funzione delle mansioni svolte dal lavoratore.

La durata rimane differenziata in base alla classificazione del rischio aziendale:

Aziende a rischio basso

Durata minima: 4 ore

Aziende a rischio medio

Durata minima: 8 ore

Aziende a rischio alto

Durata minima: 12 ore

I contenuti devono riguardare:

  • rischi presenti nell’ambiente di lavoro;
  • procedure operative di sicurezza;
  • utilizzo corretto di attrezzature e macchinari;
  • dispositivi di protezione individuale;
  • gestione delle emergenze;
  • procedure di primo soccorso e antincendio;
  • rischi specifici legati alla mansione.

Quando deve essere effettuata la formazione

Il nuovo Accordo conferma che la formazione deve essere erogata:

  • prima dell’inizio dell’attività lavorativa;
  • oppure contestualmente all’assunzione;
  • in ogni caso entro 60 giorni dall’inizio del rapporto di lavoro.

Il principio fondamentale resta quello di non esporre il lavoratore ai rischi senza avergli fornito adeguate informazioni e formazione.

Le novità più importanti del 2025

Verifica finale obbligatoria

Una delle innovazioni più rilevanti riguarda l’introduzione della verifica finale dell’apprendimento obbligatoria per tutti i percorsi formativi.

Non è più sufficiente frequentare il corso.

Occorre dimostrare di aver acquisito le conoscenze previste dal programma formativo.

La verifica può avvenire attraverso:

  • test scritti;
  • questionari;
  • colloqui individuali;
  • prove pratiche.

L’esito deve essere documentato e conservato nel fascicolo del corso.

Verifica dell’efficacia della formazione

Il vero cambiamento culturale introdotto dall’Accordo Stato-Regioni 2025 riguarda la verifica dell’efficacia della formazione.

Non basta sapere se il lavoratore ha superato un test.

Occorre verificare se quanto appreso viene realmente applicato durante l’attività lavorativa.

L’azienda dovrà quindi monitorare:

  • comportamenti sicuri;
  • corretto utilizzo dei DPI;
  • rispetto delle procedure operative;
  • capacità di riconoscere situazioni di pericolo;
  • corretta gestione delle emergenze.

Questa attività potrà essere effettuata da dirigenti, preposti, RSPP o altri soggetti incaricati.

Formazione in videoconferenza

L’Accordo riconosce definitivamente la videoconferenza sincrona come modalità formativa equiparata alla presenza fisica per numerosi percorsi.

Tuttavia vengono introdotti requisiti più rigorosi:

  • identificazione certa dei partecipanti;
  • tracciamento delle presenze;
  • interazione continua tra docente e discenti;
  • registrazione delle attività formative;
  • verifica dell’apprendimento.

L’obiettivo è evitare corsi svolti in maniera puramente formale e garantire una reale partecipazione.

Aggiornamento dei lavoratori

L’aggiornamento continua ad avere una durata minima di 6 ore ogni cinque anni.

I contenuti devono riguardare:

  • evoluzione normativa;
  • innovazioni tecnologiche;
  • nuovi rischi aziendali;
  • analisi di infortuni e near miss;
  • aggiornamento delle procedure di prevenzione.

L’aggiornamento non deve essere considerato una semplice ripetizione della formazione iniziale, ma un vero percorso di crescita delle competenze.

Le responsabilità del datore di lavoro

Con il nuovo Accordo aumenta la responsabilità del datore di lavoro.

Non è più sufficiente organizzare il corso e conservare l’attestato.

Il datore di lavoro deve dimostrare:

  • che la formazione è stata effettivamente erogata;
  • che il lavoratore ha appreso i contenuti;
  • che le competenze vengono applicate durante l’attività lavorativa;
  • che la documentazione è correttamente conservata.

La formazione diventa quindi parte integrante del sistema di gestione della sicurezza aziendale.

Conclusioni

Il nuovo Accordo Stato-Regioni 2025 segna il passaggio da una formazione basata principalmente sulla frequenza a una formazione orientata alle competenze.

Il lavoratore non è più un semplice destinatario di informazioni, ma diventa protagonista di un percorso formativo che deve produrre risultati concreti e verificabili.

Per le aziende ciò comporta maggiori responsabilità organizzative, ma rappresenta anche un’opportunità per migliorare realmente la cultura della sicurezza e ridurre il numero di infortuni e malattie professionali.

La vera sfida dei prossimi anni sarà trasformare la formazione da obbligo normativo a strumento efficace di prevenzione.

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