Ottobre 31, 2026
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Introduzione

Tra le numerose novità introdotte dal nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, una in particolare rappresenta un autentico cambio di paradigma nel sistema della formazione per la salute e sicurezza sul lavoro: il passaggio da una formazione basata prevalentemente sulla frequenza dei corsi a una formazione orientata alla reale acquisizione delle competenze e alla verifica della loro applicazione sul posto di lavoro.

Per molti anni il sistema formativo italiano si è concentrato soprattutto sugli aspetti quantitativi della formazione: numero di ore svolte, firme di presenza, rilascio degli attestati e rispetto delle scadenze degli aggiornamenti.

L’esperienza maturata sul campo, tuttavia, ha dimostrato che la semplice partecipazione a un corso non garantisce necessariamente la capacità di riconoscere i rischi, adottare comportamenti sicuri e applicare correttamente le procedure di prevenzione.

Il nuovo Accordo 2025 interviene proprio su questo aspetto introducendo strumenti che consentono di valutare non solo ciò che il lavoratore ha ascoltato durante il corso, ma soprattutto ciò che ha realmente appreso e ciò che è in grado di applicare nella propria attività lavorativa.

Perché nasce la verifica dell’apprendimento

La normativa europea e nazionale ha sempre attribuito alla formazione un ruolo fondamentale nella prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali.

Tuttavia, numerose indagini sugli eventi infortunistici hanno evidenziato come molti incidenti si verifichino nonostante il lavoratore fosse formalmente in possesso di attestati e certificazioni.

Questo fenomeno ha evidenziato una criticità significativa: la presenza di attestati non sempre corrisponde alla presenza di competenze effettive.

Da qui nasce l’esigenza di introdurre sistemi di valutazione più rigorosi e orientati ai risultati.

La verifica finale dell’apprendimento

L’Accordo Stato-Regioni 2025 prevede che al termine dei percorsi formativi venga effettuata una verifica finale dell’apprendimento.

Lo scopo è accertare che il partecipante abbia realmente acquisito le conoscenze previste dal percorso formativo.

La verifica non deve essere considerata una formalità burocratica ma uno strumento di misurazione dell’efficacia immediata del corso.

Gli obiettivi della verifica

La verifica finale deve consentire di accertare:

  • la comprensione dei concetti fondamentali della sicurezza;
  • la conoscenza dei rischi specifici;
  • la capacità di individuare situazioni di pericolo;
  • la conoscenza delle procedure operative;
  • la comprensione dei comportamenti corretti da adottare;
  • la capacità di intervenire in caso di emergenza.

Le modalità di verifica

L’Accordo consente l’utilizzo di diverse metodologie.

Test scritti

Rappresentano la modalità più diffusa.

Possono essere composti da:

  • domande a risposta multipla;
  • domande vero/falso;
  • quesiti a risposta aperta;
  • casi pratici da analizzare.

I quesiti devono essere coerenti con i contenuti realmente trattati durante il corso.

Colloqui individuali

Particolarmente efficaci nei gruppi ridotti.

Consentono al docente di verificare:

  • il livello di comprensione;
  • la capacità di ragionamento;
  • l’applicazione pratica delle conoscenze.

Esercitazioni pratiche

Nei corsi che prevedono attività operative, l’esercitazione pratica assume un’importanza fondamentale.

Il partecipante deve dimostrare concretamente di saper utilizzare:

  • DPI;
  • attrezzature;
  • procedure di emergenza;
  • sistemi di protezione.

La documentazione della verifica

Uno degli aspetti più importanti introdotti dal nuovo Accordo riguarda la tracciabilità.

Le aziende e i soggetti formatori devono conservare adeguata documentazione relativa a:

  • prove effettuate;
  • risultati conseguiti;
  • criteri di valutazione;
  • nominativi dei valutatori;
  • eventuali azioni correttive.

In caso di controllo da parte degli organi di vigilanza, tale documentazione rappresenta la prova dell’effettiva realizzazione del processo formativo.

Dalla verifica dell’apprendimento alla verifica dell’efficacia

La vera novità dell’Accordo non riguarda soltanto la verifica finale.

L’elemento innovativo è rappresentato dalla verifica dell’efficacia della formazione durante l’attività lavorativa.

Si tratta di un concetto completamente diverso.

Mentre la verifica dell’apprendimento misura ciò che il lavoratore sa al termine del corso, la verifica dell’efficacia misura ciò che il lavoratore fa concretamente sul posto di lavoro.

Che cosa significa verificare l’efficacia

Verificare l’efficacia significa accertare che i contenuti appresi siano stati trasformati in comportamenti operativi.

L’obiettivo è comprendere se la formazione ha prodotto un miglioramento reale delle condizioni di sicurezza.

In altre parole:

non basta sapere.

Occorre dimostrare di saper fare.

Gli indicatori di efficacia

La valutazione può basarsi su numerosi indicatori.

Comportamenti sicuri

Occorre osservare se il lavoratore:

  • utilizza correttamente i DPI;
  • rispetta le procedure operative;
  • segue le istruzioni ricevute;
  • segnala situazioni di pericolo.

Riduzione degli errori

Un percorso formativo efficace dovrebbe produrre:

  • minori comportamenti a rischio;
  • riduzione delle non conformità;
  • diminuzione delle violazioni procedurali.

Miglioramento della consapevolezza

Il lavoratore formato deve dimostrare:

  • maggiore attenzione ai rischi;
  • capacità di valutazione;
  • atteggiamento proattivo verso la sicurezza.

Come effettuare la verifica sul campo

Le aziende possono adottare differenti strumenti.

Osservazioni comportamentali

I preposti rappresentano i principali soggetti incaricati di monitorare i comportamenti dei lavoratori.

Attraverso specifiche checklist possono verificare:

  • utilizzo corretto delle attrezzature;
  • rispetto delle procedure;
  • impiego dei dispositivi di protezione.

Audit interni

Gli audit permettono di verificare il livello di applicazione delle procedure aziendali.

Consentono inoltre di individuare eventuali criticità che richiedano ulteriori interventi formativi.

Analisi degli eventi

Near miss, incidenti e infortuni costituiscono importanti indicatori dell’efficacia della formazione.

L’analisi degli eventi permette di comprendere se vi siano lacune nelle competenze dei lavoratori.

Il ruolo del preposto

Con il nuovo sistema il preposto assume una funzione ancora più centrale.

Essendo la figura maggiormente presente sul luogo di lavoro, è spesso il soggetto più idoneo a verificare l’applicazione concreta delle conoscenze acquisite.

La sua attività di vigilanza diventa parte integrante del processo di verifica dell’efficacia formativa.

Le responsabilità del datore di lavoro

Il datore di lavoro non può più limitarsi a conservare gli attestati.

Deve dimostrare:

  • la corretta organizzazione della formazione;
  • l’effettiva partecipazione dei lavoratori;
  • il superamento delle verifiche;
  • il monitoraggio dell’efficacia sul campo.

Si tratta di una responsabilità che rafforza ulteriormente il principio della prevenzione partecipata previsto dal D.Lgs. 81/2008.

Le opportunità per le aziende

Sebbene il nuovo sistema comporti maggiori impegni organizzativi, offre importanti vantaggi.

Una formazione realmente efficace consente infatti di:

  • ridurre gli infortuni;
  • diminuire i costi legati agli eventi incidentali;
  • migliorare la produttività;
  • aumentare la consapevolezza dei lavoratori;
  • rafforzare la cultura della sicurezza.

Conclusioni

La verifica dell’apprendimento e la verifica dell’efficacia rappresentano la più importante innovazione introdotta dall’Accordo Stato-Regioni 2025.

Per la prima volta il sistema normativo sposta l’attenzione dagli aspetti puramente formali della formazione ai risultati concreti ottenuti sul luogo di lavoro.

Il futuro della sicurezza non sarà misurato dal numero di attestati rilasciati, ma dalla capacità delle organizzazioni di trasformare la formazione in comportamenti sicuri, competenze operative e riduzione effettiva dei rischi.

È questa la vera sfida che attende aziende, formatori, consulenti e professionisti della prevenzione nei prossimi anni.

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