di Enzo Rispo
Il 2026 si apre con un bilancio drammatico per la sicurezza sul lavoro e per la tutela delle persone impiegate in attività professionali: due uomini hanno perso la vita nei primi giorni dell’anno, interrompendo storie familiari e lavorative e gettando nel dolore le comunità di riferimento.
La prima tragedia riguarda Fabrizio Braghetto, 65 anni, residente ad Arsego di San Giorgio delle Pertiche (Padova). Sebbene fosse in pensione, Braghetto continuava a collaborare saltuariamente per attività di consegna merci. Durante una manovra con un autocompattatore di carta, è rimasto vittima di un incidente sul lavoro, perdendo la vita nonostante l’esperienza. RaiNews
La notizia è stata confermata dalle autorità locali, che hanno ricostruito l’incidente e avviato le indagini per chiarire dinamica e responsabilità. Braghetto lascia la moglie e due figlie, che ora si trovano ad affrontare un vuoto profondo e la tragica perdita del loro congiunto. Zazoom
La seconda tragedia si è consumata in Puglia, nel Salento. Angelo Maggio, 59 anni, cuoco di Ortelle, ha perso la vita in un incidente stradale mentre rientrava a casa dopo il turno di lavoro. L’uomo stava percorrendo la litoranea tra Otranto e Alimini dopo aver concluso il servizio in un ristorante di Melendugno, quando ha perso il controllo della propria auto, schiantandosi contro un muretto a secco. I soccorsi del 118 non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. la Repubblica
Questi due eventi, sebbene differenti nelle circostanze, sono accomunati da una realtà drammatica: persone che, pur con età e percorsi di vita diversi, continuano a essere coinvolte in incidenti collegati al lavoro o all’attività professionale.
Perché queste morti sono rilevanti
La vicenda di Braghetto porta sotto i riflettori la condizione dei lavoratori pensionati che continuano a svolgere attività lavorative, spesso in contesti non sempre pienamente regolamentati sotto il profilo della sicurezza. Secondo il D.Lgs. 81/2008, la valutazione dei rischi deve considerare anche fattori legati all’età e alle condizioni fisiche del lavoratore, per adeguare misure preventive e protettive. RaiNews
Il caso di Maggio, sebbene sia avvenuto in un incidente stradale, mette in evidenza i rischi legati ai ritmi di lavoro e alla mobilità quotidiana per raggiungere i luoghi di impiego, specie in settori come la ristorazione dove gli orari si prolungano fino a tarda serata. la Repubblica
Un bilancio che interroga
Con queste due morti – una sul lavoro diretto, l’altra mentre si rientra da una giornata lavorativa – il 2026 si apre con un monito importante per imprese, istituzioni, organi di controllo e società civile: la prevenzione, la formazione e l’organizzazione della sicurezza non possono essere considerati opzionali, né tantomeno delegati alla buona sorte.
La sicurezza sul lavoro è un diritto costituzionale e una responsabilità collettiva. Ogni vita spezzata è una sconfitta per l’intero sistema di tutela della salute nei luoghi di lavoro e oltre.
