di Enzo Rispo



Un altro lavoratore perde la vita mentre svolge la propria attività in un cantiere stradale nel territorio della Milano. Travolto da un’autovettura in transito, l’operaio è deceduto a seguito delle gravi lesioni riportate.
Non è solo un fatto di cronaca. È un evento che impone una riflessione tecnica, normativa e organizzativa su come vengono gestiti i cantieri stradali e, soprattutto, su quali misure di prevenzione siano state realmente adottate.
Per chi, come me e come lei che legge questo blog, opera nella formazione e consulenza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ogni tragedia rappresenta una verifica concreta dell’efficacia (o inefficacia) del sistema prevenzionistico delineato dal Decreto Legislativo 81/2008.
Dinamica tipica di questi eventi: rischio interferenziale e traffico veicolare
Nei cantieri stradali il rischio da investimento rappresenta una delle principali cause di infortunio grave o mortale. Le criticità ricorrenti riguardano:
- insufficiente delimitazione dell’area di lavoro;
- segnaletica temporanea non conforme o non adeguatamente visibile;
- assenza di movieri o sistemi semaforici;
- velocità non adeguata dei veicoli in transito;
- scarsa illuminazione in orario notturno o crepuscolare.
Il rischio è eminentemente interferenziale: interagiscono lavoratori, utenti della strada, mezzi d’opera e traffico ordinario.
Il quadro normativo di riferimento
1️⃣ D.Lgs. 81/2008 – Obblighi generali
Il Decreto Legislativo 81/2008 impone al datore di lavoro:
- valutazione di tutti i rischi (art. 17 e 28);
- adozione di misure di prevenzione e protezione;
- informazione, formazione e addestramento dei lavoratori;
- predisposizione di DPI adeguati (alta visibilità obbligatoria nei cantieri stradali).
Nei cantieri temporanei o mobili, entrano in gioco anche:
- Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC);
- Piano Operativo di Sicurezza (POS);
- coordinamento tra imprese.
2️⃣ Codice della Strada e disciplinare tecnico
La segnaletica temporanea deve essere conforme al Codice della Strada e ai disciplinari tecnici ministeriali. La gestione del traffico in prossimità di un cantiere non è un elemento accessorio: è parte integrante del sistema di prevenzione.
Profili di responsabilità
In casi come questo, le indagini si concentrano su:
- conducente del veicolo (velocità, distrazione, stato psicofisico);
- datore di lavoro dell’operaio;
- impresa esecutrice;
- eventuale coordinatore per la sicurezza;
- ente proprietario della strada.
Si valutano:
- adeguatezza della segnaletica;
- distanza di preavviso;
- protezioni fisiche (barriere, new jersey);
- procedure operative;
- DVR e POS aggiornati;
- formazione specifica per lavori in presenza di traffico.
In caso di violazioni, possono configurarsi responsabilità penali per omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme antinfortunistiche.
I dati sugli infortuni stradali in ambito lavorativo
Gli infortuni in itinere e quelli che avvengono su strada rappresentano una percentuale significativa degli eventi mortali sul lavoro in Italia. I cantieri stradali costituiscono un ambito ad elevata criticità per:
- esposizione continua al traffico;
- imprevedibilità del comportamento degli utenti;
- contesto spesso urbano ad alta densità veicolare.
La prevenzione, in questo ambito, richiede un approccio sistemico e non meramente documentale.
Cosa non deve mancare in un cantiere stradale
Da un punto di vista tecnico-operativo, è fondamentale:
✔ Analisi preventiva del flusso veicolare
✔ Studio della visibilità in curva e in prossimità di incroci
✔ Segnaletica di preavviso con congruo anticipo
✔ Riduzione effettiva della velocità
✔ Barriere fisiche quando tecnicamente possibile
✔ DPI ad alta visibilità classe 2 o 3
✔ Addestramento pratico dei lavoratori
La sicurezza in questi contesti non può essere affidata alla sola prudenza dell’automobilista.
Il problema culturale
Spesso nei cantieri stradali si assiste a una sottovalutazione del rischio:
“Tanto è solo un intervento veloce.”
“Mettiamo due coni e facciamo presto.”
È proprio questa logica emergenziale e approssimativa che espone i lavoratori a un rischio non accettabile.
La sicurezza nei lavori su strada non è un adempimento burocratico, ma una pianificazione tecnica che deve essere strutturata, verificata e controllata.
Una riflessione per imprese e professionisti della sicurezza
Ogni morte sul lavoro è una sconfitta del sistema prevenzionistico.
Chi opera nella consulenza e formazione – come nel mio caso – ha il dovere di:
- insistere sulla concretezza delle misure;
- verificare sul campo ciò che è scritto nei documenti;
- pretendere che il rischio interferenziale sia realmente gestito.
Nei cantieri stradali la domanda da porsi è semplice:
Se un’auto dovesse perdere il controllo in questo momento, il lavoratore sarebbe protetto?
Se la risposta non è immediatamente “sì”, il sistema di sicurezza è incompleto.
Conclusioni
L’episodio avvenuto nel Milanese non è solo una notizia di cronaca. È un monito severo per imprese, coordinatori e consulenti.
La prevenzione nei cantieri stradali richiede:
- progettazione,
- controllo,
- responsabilità,
- cultura della sicurezza.
E soprattutto richiede il coraggio di dire “ci fermiamo” quando le condizioni non sono adeguate.
La vita di un lavoratore non può essere messa in gioco per risparmiare tempo o costi.
