Ottobre 31, 2026
Sicurezza sul posto di lavoro

di Enzo Rispo

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Un altro lavoratore perde la vita mentre svolge la propria attività in un cantiere stradale nel territorio della Milano. Travolto da un’autovettura in transito, l’operaio è deceduto a seguito delle gravi lesioni riportate.

Non è solo un fatto di cronaca. È un evento che impone una riflessione tecnica, normativa e organizzativa su come vengono gestiti i cantieri stradali e, soprattutto, su quali misure di prevenzione siano state realmente adottate.

Per chi, come me e come lei che legge questo blog, opera nella formazione e consulenza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ogni tragedia rappresenta una verifica concreta dell’efficacia (o inefficacia) del sistema prevenzionistico delineato dal Decreto Legislativo 81/2008.


Dinamica tipica di questi eventi: rischio interferenziale e traffico veicolare

Nei cantieri stradali il rischio da investimento rappresenta una delle principali cause di infortunio grave o mortale. Le criticità ricorrenti riguardano:

  • insufficiente delimitazione dell’area di lavoro;
  • segnaletica temporanea non conforme o non adeguatamente visibile;
  • assenza di movieri o sistemi semaforici;
  • velocità non adeguata dei veicoli in transito;
  • scarsa illuminazione in orario notturno o crepuscolare.

Il rischio è eminentemente interferenziale: interagiscono lavoratori, utenti della strada, mezzi d’opera e traffico ordinario.


Il quadro normativo di riferimento

1️⃣ D.Lgs. 81/2008 – Obblighi generali

Il Decreto Legislativo 81/2008 impone al datore di lavoro:

  • valutazione di tutti i rischi (art. 17 e 28);
  • adozione di misure di prevenzione e protezione;
  • informazione, formazione e addestramento dei lavoratori;
  • predisposizione di DPI adeguati (alta visibilità obbligatoria nei cantieri stradali).

Nei cantieri temporanei o mobili, entrano in gioco anche:

  • Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC);
  • Piano Operativo di Sicurezza (POS);
  • coordinamento tra imprese.

2️⃣ Codice della Strada e disciplinare tecnico

La segnaletica temporanea deve essere conforme al Codice della Strada e ai disciplinari tecnici ministeriali. La gestione del traffico in prossimità di un cantiere non è un elemento accessorio: è parte integrante del sistema di prevenzione.


Profili di responsabilità

In casi come questo, le indagini si concentrano su:

  • conducente del veicolo (velocità, distrazione, stato psicofisico);
  • datore di lavoro dell’operaio;
  • impresa esecutrice;
  • eventuale coordinatore per la sicurezza;
  • ente proprietario della strada.

Si valutano:

  • adeguatezza della segnaletica;
  • distanza di preavviso;
  • protezioni fisiche (barriere, new jersey);
  • procedure operative;
  • DVR e POS aggiornati;
  • formazione specifica per lavori in presenza di traffico.

In caso di violazioni, possono configurarsi responsabilità penali per omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme antinfortunistiche.


I dati sugli infortuni stradali in ambito lavorativo

Gli infortuni in itinere e quelli che avvengono su strada rappresentano una percentuale significativa degli eventi mortali sul lavoro in Italia. I cantieri stradali costituiscono un ambito ad elevata criticità per:

  • esposizione continua al traffico;
  • imprevedibilità del comportamento degli utenti;
  • contesto spesso urbano ad alta densità veicolare.

La prevenzione, in questo ambito, richiede un approccio sistemico e non meramente documentale.


Cosa non deve mancare in un cantiere stradale

Da un punto di vista tecnico-operativo, è fondamentale:

✔ Analisi preventiva del flusso veicolare
✔ Studio della visibilità in curva e in prossimità di incroci
✔ Segnaletica di preavviso con congruo anticipo
✔ Riduzione effettiva della velocità
✔ Barriere fisiche quando tecnicamente possibile
✔ DPI ad alta visibilità classe 2 o 3
✔ Addestramento pratico dei lavoratori

La sicurezza in questi contesti non può essere affidata alla sola prudenza dell’automobilista.


Il problema culturale

Spesso nei cantieri stradali si assiste a una sottovalutazione del rischio:

“Tanto è solo un intervento veloce.”
“Mettiamo due coni e facciamo presto.”

È proprio questa logica emergenziale e approssimativa che espone i lavoratori a un rischio non accettabile.

La sicurezza nei lavori su strada non è un adempimento burocratico, ma una pianificazione tecnica che deve essere strutturata, verificata e controllata.


Una riflessione per imprese e professionisti della sicurezza

Ogni morte sul lavoro è una sconfitta del sistema prevenzionistico.
Chi opera nella consulenza e formazione – come nel mio caso – ha il dovere di:

  • insistere sulla concretezza delle misure;
  • verificare sul campo ciò che è scritto nei documenti;
  • pretendere che il rischio interferenziale sia realmente gestito.

Nei cantieri stradali la domanda da porsi è semplice:

Se un’auto dovesse perdere il controllo in questo momento, il lavoratore sarebbe protetto?

Se la risposta non è immediatamente “sì”, il sistema di sicurezza è incompleto.


Conclusioni

L’episodio avvenuto nel Milanese non è solo una notizia di cronaca. È un monito severo per imprese, coordinatori e consulenti.

La prevenzione nei cantieri stradali richiede:

  • progettazione,
  • controllo,
  • responsabilità,
  • cultura della sicurezza.

E soprattutto richiede il coraggio di dire “ci fermiamo” quando le condizioni non sono adeguate.

La vita di un lavoratore non può essere messa in gioco per risparmiare tempo o costi.

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