Nella proposta della commissione presieduta dal viceministro Francesco Paolo Sisto il RSPP diventerebbe il garante originario della sicurezza
Negli ultimi mesi il tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è tornato al centro del dibattito istituzionale e giuridico italiano. Le continue morti sul lavoro, gli infortuni gravi e le responsabilità sempre più complesse che coinvolgono imprese, dirigenti e professionisti della prevenzione stanno spingendo il legislatore verso una possibile revisione strutturale del sistema delineato dal Decreto Legislativo 81/2008.
Tra le proposte più discusse emerge quella elaborata dalla commissione di studio presieduta dal viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, nella quale viene ipotizzato un rafforzamento significativo del ruolo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), fino a configurarlo come “garante originario” della sicurezza aziendale.
Una proposta destinata inevitabilmente ad aprire un confronto molto acceso tra tecnici della prevenzione, giuristi, datori di lavoro e organismi di vigilanza.
Chi è oggi il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
Attualmente il RSPP è una figura obbligatoria prevista dagli articoli 31 e seguenti del Decreto Legislativo 81/2008.
Il suo compito principale consiste nell’individuare i fattori di rischio, elaborare misure preventive e protettive, predisporre procedure di sicurezza e collaborare con il datore di lavoro nella valutazione dei rischi e nell’organizzazione della prevenzione aziendale.
Tuttavia, il sistema normativo italiano ha sempre mantenuto fermo un principio fondamentale:
Il datore di lavoro resta il principale garante della sicurezza
Infatti, l’obbligo di tutela dell’integrità psicofisica dei lavoratori deriva direttamente dall’articolo 2087 del Codice Civile e dagli obblighi non delegabili previsti dall’articolo 17 del D.Lgs. 81/2008.
Il RSPP, almeno fino ad oggi, ha avuto prevalentemente un ruolo tecnico-consultivo e non decisionale.
La proposta della commissione Sisto: cosa cambierebbe
Secondo quanto emerso dalla proposta di revisione, il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione potrebbe assumere una funzione molto più incisiva, diventando di fatto il soggetto tecnico centrale dell’intero sistema prevenzionistico aziendale.
La definizione di “garante originario” rappresenta un cambio di paradigma estremamente importante.
In sostanza, il RSPP non sarebbe più soltanto un consulente interno o esterno dell’azienda, ma diverrebbe una figura dotata di una responsabilità autonoma e diretta rispetto all’organizzazione della sicurezza.
Questo comporterebbe conseguenze rilevanti:
- ampliamento delle responsabilità professionali;
- maggiore esposizione penale e civile;
- obblighi di intervento più incisivi;
- possibile dovere di segnalazione formale delle inadempienze;
- necessità di indipendenza tecnica rispetto al datore di lavoro.
Un cambiamento che potrebbe rivoluzionare il sistema prevenzionistico
Se questa impostazione dovesse realmente trovare spazio in una futura riforma normativa, il ruolo del RSPP cambierebbe radicalmente.
Fino ad oggi molti Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione operano in una posizione spesso difficile:
da un lato devono garantire il rispetto delle norme, dall’altro dipendono economicamente o gerarchicamente dal datore di lavoro che li incarica.
La trasformazione del RSPP in “garante originario” imporrebbe inevitabilmente:
- maggiore autonomia operativa;
- poteri di controllo più forti;
- possibilità di formalizzare prescrizioni tecniche vincolanti;
- maggiore tutela giuridica della figura professionale.
Parallelamente, però, aumenterebbero in maniera considerevole anche i rischi professionali.
Il nodo della responsabilità penale
Uno degli aspetti più delicati riguarda proprio il profilo penalistico.
Negli anni la giurisprudenza italiana ha già attribuito al RSPP responsabilità concorrenti in diversi procedimenti per infortuni sul lavoro, soprattutto quando siano stati individuati errori nella valutazione dei rischi o omissioni tecniche rilevanti.
La Corte di Cassazione ha più volte chiarito che il RSPP può rispondere penalmente quando il suo comportamento abbia contribuito causalmente all’evento lesivo.
Tuttavia, trasformare formalmente questa figura in garante originario potrebbe comportare:
- un aumento esponenziale del contenzioso;
- una ridefinizione delle coperture assicurative professionali;
- la necessità di nuovi requisiti formativi e specialistici;
- una revisione completa del rapporto tra datore di lavoro, dirigenti e consulenti.
Le possibili criticità della riforma
Molti esperti del settore stanno già evidenziando alcune problematiche.
Rischio di deresponsabilizzazione del datore di lavoro
Uno dei principi cardine del D.Lgs. 81/2008 è che il datore di lavoro non possa liberarsi facilmente dei propri obblighi prevenzionistici.
Attribuire un ruolo centrale al RSPP potrebbe creare il rischio di uno spostamento improprio delle responsabilità.
Incremento delle difficoltà operative
Molti RSPP esterni operano contemporaneamente per numerose aziende. Assumere un ruolo di garante originario richiederebbe inevitabilmente:
- maggior tempo operativo;
- controlli costanti;
- presenza frequente nei luoghi di lavoro;
- strutture organizzative più complesse.
Necessità di una riforma organica
Una modifica di questa portata non potrebbe limitarsi soltanto alla figura del RSPP.
Sarebbe necessario intervenire anche su:
- sistema delle deleghe;
- ruolo dei dirigenti;
- funzioni del preposto;
- obblighi del medico competente;
- responsabilità amministrativa degli enti ai sensi del D.Lgs. 231/2001.
La sicurezza non può essere solo burocrazia
Da anni il sistema sicurezza in Italia soffre di un problema concreto:
in molte realtà aziendali la prevenzione viene ancora percepita come mero adempimento documentale.
La proposta di rafforzare il ruolo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione nasce probabilmente anche dall’esigenza di rendere più effettiva la gestione del rischio.
Ma affinché questo accada realmente, occorre evitare che la sicurezza venga trasformata esclusivamente in un trasferimento di responsabilità giuridiche.
La prevenzione efficace si costruisce attraverso:
- cultura della sicurezza;
- formazione reale;
- organizzazione aziendale;
- controllo operativo;
- partecipazione dei lavoratori;
- responsabilità condivise.
Considerazioni finali
La proposta elaborata dalla commissione presieduta dal viceministro Sisto rappresenta uno dei possibili cambiamenti più importanti degli ultimi anni nel panorama della sicurezza sul lavoro italiana.
Il rafforzamento del ruolo del RSPP potrebbe certamente elevare il livello tecnico della prevenzione, ma rischia anche di modificare profondamente gli equilibri giuridici costruiti dal Decreto Legislativo 81/2008.
Sarà fondamentale comprendere come il legislatore intenderà bilanciare:
- responsabilità;
- autonomia;
- poteri;
- obblighi;
- tutela professionale.
Una cosa appare già evidente:
la figura del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione sta assumendo un peso sempre più centrale all’interno del sistema sicurezza italiano.
E chi opera professionalmente nel settore dovrà prepararsi a un’evoluzione normativa che potrebbe cambiare radicalmente il modo di intendere la prevenzione nei luoghi di lavoro.
