Presentata in Commissione Consultiva Permanente il 13 dicembre 2025 e pubblicata il 16 dicembre 2025
La “Strategia nazionale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 2026-2030” rappresenta il documento di indirizzo programmatico per il prossimo quinquennio di politiche pubbliche per la prevenzione degli infortuni e la tutela della salute dei lavoratori in Italia. Approvata dal Comitato per l’indirizzo e il coordinamento della vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, presieduto dal Ministro della Salute, Orazio Schillaci, la Strategia si pone come quadro di riferimento integrato all’interno del contesto europeo e nazionale.
🧭 Il quadro politico e normativo
La Strategia si inscrive in una cornice normativa e politica complessa, dove strumenti come il Quadro strategico dell’Unione Europea 2021-2027 e il Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031 costituiscono i principali riferimenti di coerenza.
Inoltre, essa rappresenta un complemento sistemico al già attivo Piano integrato per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che promuove misure condivise con INL, INAIL e INPS, e coinvolge le istituzioni, le parti sociali e il mondo delle imprese.
📌 Obiettivi principali della Strategia 2026-2030
🎯 Riduzione degli infortuni e delle morti sul lavoro
Il documento finalmente dà seguito all’obiettivo ambizioso – e necessario – di ridurre in modo significativo gli incidenti sul lavoro, perseguendo un approccio di tipo Vision Zero in cui si considera ogni evento lesivo prevenibile.
💡 Cinque assi strategici fondamentali
Secondo fonti ufficiali e analisi di settore, la Strategia si articola su cinque principali direttrici di intervento:
- Affrontare i cambiamenti del lavoro – Sostenere politiche che rispondano alle trasformazioni tecnologiche, all’automazione e alle nuove forme di impiego, con particolare attenzione a rischi emergenti.
- Rafforzare la resilienza istituzionale – Potenziare capacità organizzative e di vigilanza degli organismi pubblici coinvolti nella prevenzione.
- Potenziare le tutele – Migliorare strumenti normativi, contrattuali e operativi di protezione per lavoratrici, lavoratori e figure di prevenzione aziendali.
- Supportare le MPMI – Favorire l’accesso delle micro, piccole e medie imprese a risorse, formazione e strumenti di gestione del rischio.
- Diffondere la cultura della prevenzione – Partendo dalle scuole, passando per la formazione tecnica e finendo alla comunicazione pubblica, per creare una cultura diffusa della sicurezza.
🔍 Elementi di innovazione e sinergia
📌 Coordinamento istituzionale e sinergie territoriali
La strategia si fonda su una maggiore cooperazione fra ministeri, regioni, enti assicurativi (come INAIL) e l’Ispettorato nazionale del lavoro, proprio per uniformare azioni e strategie su tutto il territorio nazionale.
📌 Relazione con iniziative europee
La connessione col contesto UE e i programmi comunitari consentono all’Italia di allinearsi alle migliori prassi europee, con un forte focus su dati, monitoraggio e valutazione dell’efficacia delle politiche preventivo-formative.
📌 Intelligenza artificiale e nuove tecnologie
Secondo le linee guida adiacenti adottate con il DM del 17 dicembre 2025, la Strategia include anche orientamenti per l’uso responsabile dell’Intelligenza Artificiale nei contesti lavorativi, con particolare riguardo alla tutela dei diritti dei lavoratori e alla sicurezza delle procedure di automazione.
📊 Criticità e sfide aperte
Nonostante l’ampio respiro della Strategia, alcune criticità permangono:
- Implementazione territoriale: la differenziazione tra Regioni e Province autonome potrebbe generare disparità nell’efficacia dell’attuazione.
- Coinvolgimento delle microimprese: risk management e cultura della prevenzione ancora poco radicati nelle piccole realtà produttive.
- Innovazione tecnologica: bilanciare incentivi all’adozione di nuove tecnologie con strumenti efficaci di tutela dei lavoratori.
🔁 Il percorso formale
Dopo la presentazione alla Commissione Consultiva Permanente, la Strategia passerà alla Conferenza Stato-Regioni per il recepimento formale e la definizione dei piani d’attuazione territoriali.
📈 Conclusione: un nuovo corso di prevenzione integrato
La Strategia nazionale 2026-2030 non è solo un documento di buone intenzioni: è una road map complessa e multilivello che mira a costruire una cultura della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro più moderna, con forte integrazione istituzionale e in linea con gli standard europei. L’attenzione verso prevenzione, formazione, innovazione e governance multisettoriale rende questo piano un punto di svolta nelle politiche preventive italiane.
