Settembre 11, 2026
Tragedia sul lavoro ad Alfonsine e Selvazzano

📌 Introduzione

Ancora morti sul lavoro in Italia. Ancora vite spezzate mentre si guadagna da vivere.
Nel giro di poche ore, due episodi distinti – la morte del giovane studente-lavoratore Mamour nel Padovano e il grave incidente ad Alfonsine (Ravenna) – riportano al centro dell’attenzione una piaga strutturale del sistema produttivo italiano: la sicurezza nei luoghi di lavoro.


🧱 Mamour, 22 anni: schiacciato tra le lamiere mentre lavorava

Il primo episodio è avvenuto il 23 marzo 2026 a Selvazzano Dentro (Padova).

La vittima è Mamour Mbow Pape, 22 anni, studente-lavoratore di origine senegalese.
Il giovane operava su un macchinario industriale per il taglio delle lamiere quando si è verificata la tragedia.

🔍 Dinamica dell’incidente

Secondo le prime ricostruzioni:

  • Mamour stava utilizzando un impianto per il taglio metallico
  • Il macchinario necessitava di lubrificante
  • Durante il tentativo di rabbocco manuale
  • È rimasto incastrato nel cilindro del macchinario
  • La morte è stata immediata per le gravi lesioni

Un collega ha tentato di salvarlo, rimanendo ferito alla mano.

La Procura ha aperto un’indagine per accertare eventuali responsabilità e verificare il rispetto delle norme di sicurezza.


🏭 Alfonsine (Ravenna): operaio precipita da un silos

Nella stessa giornata, un altro grave incidente si è verificato ad Alfonsine (Ravenna), presso lo stabilimento Fruttagel.

🔍 Cosa è successo

  • Un lavoratore di circa 50 anni
  • Titolare di una ditta di manutenzione
  • È precipitato da un’altezza di circa 8 metri all’interno di un silos
  • Trasportato d’urgenza al Trauma Center di Cesena in condizioni gravissime

Sul posto sono intervenuti:

  • 118
  • Vigili del fuoco
  • Carabinieri
  • Medicina del lavoro

Le indagini sono in corso per ricostruire le cause.


⚠️ Un’emergenza nazionale: numeri e contesto

Questi due episodi non sono casi isolati, ma parte di un fenomeno strutturale.

  • Solo nel Padovano si contano già 4 morti sul lavoro dall’inizio del 2026
  • Incidenti simili si verificano con dinamiche ricorrenti:
    • schiacciamenti da macchinari
    • cadute dall’alto
    • manutenzioni eseguite in condizioni critiche

Il denominatore comune è sempre lo stesso:
👉 interazione uomo-macchina senza adeguate protezioni o procedure sicure


🔧 Analisi tecnica: cosa non funziona davvero

Dal punto di vista della sicurezza sul lavoro, emergono criticità precise:

1. Procedure operative non rispettate

Nel caso Mamour:

  • manutenzione eseguita con macchina non completamente messa in sicurezza
  • possibile assenza di lockout/tagout (isolamento energetico)

2. Formazione insufficiente

  • lavoratori giovani e spesso precari
  • formazione non adeguata al rischio reale

3. Carenza di sistemi di sicurezza

  • protezioni meccaniche non efficaci
  • assenza di sensori o blocchi automatici

4. Organizzazione del lavoro

  • pressioni produttive
  • interventi eseguiti in autonomia senza supervisione

🛑 Come evitare tragedie simili: misure concrete

Da tecnico della sicurezza, le soluzioni sono note e applicabili:

✔️ Misure tecniche

  • Sistemi di blocco automatico dei macchinari
  • Protezioni fisiche obbligatorie
  • Sensori di presenza e arresto immediato

✔️ Procedure obbligatorie

  • Lockout/Tagout durante manutenzione
  • Permessi di lavoro per attività ad alto rischio
  • Check-list operative

✔️ Formazione reale (non formale)

  • Addestramento pratico
  • Simulazioni di rischio
  • Cultura della sicurezza, non solo burocrazia

✔️ Controlli e vigilanza

  • Aumento ispettori
  • Verifiche a sorpresa
  • Sanzioni realmente dissuasive

🧠 Il problema culturale: la sicurezza come costo

Il vero nodo resta culturale.

In Italia, troppo spesso:

  • la sicurezza è vista come un obbligo burocratico
  • non come un investimento strategico

E il risultato è sotto gli occhi di tutti:
👉 giovani che muoiono
👉 lavoratori esperti che cadono
👉 famiglie distrutte


🧾 Conclusione

Mamour aveva 22 anni. Studiava e lavorava.
È morto tra le lamiere di un macchinario.

Ad Alfonsine, un altro lavoratore lotta tra la vita e la morte dopo una caduta nel vuoto.

Non sono fatalità.
Sono fallimenti del sistema sicurezza.

Finché non si passerà da una sicurezza “di carta” a una sicurezza reale, operativa e controllata, queste tragedie continueranno.

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