Settembre 11, 2026
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Un fenomeno in crescita che non può più essere ignorato

Negli ultimi anni il tema della salute e sicurezza sul lavoro ha assunto una rilevanza sempre maggiore, non solo per l’aumento degli infortuni, ma anche per l’emergere di nuove categorie di lavoratori particolarmente esposte. Tra queste, le donne rappresentano oggi una componente sempre più significativa e vulnerabile.

I dati più recenti dell’INAIL evidenziano un quadro complesso: nel 2025 le denunce di infortunio sul lavoro hanno raggiunto quota 597.710, con un incremento dell’1,4% rispetto all’anno precedente . Parallelamente, nei primi mesi del 2026 si registra un ulteriore aumento (+2,4%), segnale di un trend che non accenna a fermarsi .


Il lavoro femminile: esposizione crescente e rischi specifici

L’ingresso sempre più massiccio delle donne nel mercato del lavoro ha portato con sé una maggiore esposizione ai rischi professionali. Tuttavia, ciò che emerge con chiarezza è che i rischi per le lavoratrici non sono semplicemente gli stessi degli uomini, ma presentano caratteristiche specifiche spesso sottovalutate.

Tra gli aspetti più rilevanti:

  • Maggiore incidenza di infortuni in itinere (tragitto casa-lavoro), che per le donne rappresentano circa il 28% del totale, contro il 19% degli uomini
  • Elevata esposizione a rischi psicosociali e aggressioni, soprattutto nei settori sanitari e assistenziali
  • Sovraccarico fisico e posturale, legato a mansioni ripetitive e lavori di cura

In particolare, il settore sanitario si conferma tra i più critici: oltre il 44% delle aggressioni sul lavoro ai danni delle donne riguarda personale sanitario e assistenziale .


Infortuni mortali: numeri più bassi ma dinamiche preoccupanti

Se da un lato gli infortuni mortali femminili risultano numericamente inferiori rispetto a quelli maschili, dall’altro presentano dinamiche particolarmente significative.

Nel 2025 si registrano:

  • 46 decessi femminili in occasione di lavoro
  • Una riduzione rispetto all’anno precedente (da 47 a 43 in alcuni dati provvisori)

Tuttavia, il dato più allarmante riguarda la distribuzione e le modalità:

  • Maggiore incidenza negli incidenti fuori azienda e in itinere
  • Coinvolgimento significativo delle lavoratrici più mature

Le lavoratrici over 55: la fascia più a rischio

Uno degli elementi più critici riguarda l’età. Le statistiche evidenziano che:

  • Il 15,7% degli infortuni femminili coinvolge donne tra i 55 e i 59 anni
  • Il 25% dei decessi femminili riguarda questa fascia d’età

Questo dato è particolarmente rilevante in un contesto di innalzamento dell’età pensionabile e di permanenza più lunga nel mondo del lavoro.


Malattie professionali: un aumento silenzioso ma costante

Oltre agli infortuni, cresce in modo significativo il fenomeno delle malattie professionali:

  • 98.463 denunce nel 2025 (+11,3% rispetto al 2024)
  • Incremento marcato dei disturbi muscolo-scheletrici, particolarmente diffusi tra le donne

Si tratta spesso di patologie legate a:

  • Movimentazione manuale dei carichi
  • Lavori ripetitivi
  • Stress lavoro-correlato

Differenze di genere nella valutazione dei rischi

Uno dei principali problemi è rappresentato dalla mancata integrazione della prospettiva di genere nella valutazione dei rischi prevista dal D.Lgs. 81/2008.

Troppo spesso:

  • I DPI non sono progettati per la fisiologia femminile
  • I carichi di lavoro non tengono conto delle differenze biologiche
  • I rischi psicosociali vengono sottovalutati

Questo comporta una protezione inefficace e un aumento del rischio reale per le lavoratrici.


La necessità di un nuovo approccio alla sicurezza

Alla luce dei dati, appare evidente che il sistema di prevenzione deve evolvere verso un modello più inclusivo e mirato.

Le azioni necessarie includono:

  • Valutazione dei rischi gender-oriented
  • Formazione specifica per lavoratrici e lavoratori
  • Miglioramento dell’ergonomia e dei DPI
  • Prevenzione della violenza nei luoghi di lavoro
  • Maggiore attenzione agli infortuni in itinere

Conclusioni

La sicurezza sul lavoro non può più essere considerata neutra. I dati dimostrano chiaramente che le donne rappresentano una categoria esposta a rischi specifici, spesso invisibili o sottovalutati.

Affrontare questa realtà significa non solo migliorare le condizioni di lavoro, ma anche rendere il sistema di prevenzione più equo, efficace e moderno.


A cura di Enzo Rispo

Consulente – Docente – Formatore in Sicurezza sul Lavoro

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