Ottobre 31, 2026
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Con la recente Circolare n. 17 del 29 aprile 2026, l’INAIL ha introdotto importanti chiarimenti operativi riguardanti la gestione della certificazione medica per infortunio sul lavoro e le modalità di ripresa dell’attività lavorativa da parte del lavoratore infortunato.

La circolare rappresenta un aggiornamento significativo delle procedure amministrative e medico-legali, anche alla luce:

  • dell’estensione della tutela assicurativa a nuove categorie di lavoratori;
  • della crescente digitalizzazione dei servizi sanitari;
  • dell’utilizzo della telemedicina negli accertamenti medico-legali;
  • della necessità di uniformare le procedure operative su tutto il territorio nazionale.

Il quadro normativo di riferimento

La disciplina continua a fondarsi principalmente sul:

  • D.P.R. 30 giugno 1965 n. 1124;
  • obblighi di denuncia e certificazione previsti dall’art. 53 del Testo Unico;
  • normativa sulla trasmissione telematica dei certificati medici;
  • disposizioni in materia di sanità digitale e dematerializzazione documentale.

L’obiettivo dell’INAIL è quello di rendere più efficiente, uniforme e veloce la gestione dell’infortunio sul lavoro, riducendo gli adempimenti burocratici sia per i lavoratori che per i datori di lavoro.


Certificazione medica di infortunio: cosa cambia

Trasmissione telematica obbligatoria

La circolare ribadisce che la certificazione medica di infortunio sul lavoro deve essere trasmessa telematicamente all’INAIL da qualsiasi medico o struttura sanitaria che presta la prima assistenza al lavoratore infortunato.

Il documento utilizzato è il:

Modello 1SS – Certificazione medica di infortunio lavorativo

Attraverso tale modello il medico certifica:

  • l’esistenza dell’infortunio lavorativo;
  • lo stato di inabilità temporanea assoluta;
  • la prognosi;
  • eventuali successive evoluzioni cliniche.

Le diverse tipologie di certificato

Il Modello 1SS può essere utilizzato per diverse fasi dell’infortunio:

  1. Certificato “primo”
    relativo alla prima assistenza;
  2. Certificato “continuativo”
    per il prolungamento della prognosi;
  3. Certificato “definitivo”
    attestante la conclusione della prognosi;
  4. Certificato di “riammissione in temporanea”
    in caso di nuova inabilità collegata allo stesso evento.

L’INAIL precisa che tale classificazione ha esclusivamente finalità operative interne e non modifica il valore giuridico della certificazione medica.


La novità principale: non serve più il certificato finale per tornare al lavoro

Uno degli aspetti più rilevanti della Circolare n. 17/2026 riguarda la ripresa dell’attività lavorativa.

L’INAIL chiarisce infatti che:

il lavoratore può riprendere il lavoro automaticamente al termine della prognosi indicata nell’ultimo certificato trasmesso all’Istituto, senza necessità di produrre un ulteriore certificato medico “definitivo”.

Si tratta di una semplificazione molto importante sul piano amministrativo e operativo.


Quando è comunque necessario un nuovo certificato

La circolare precisa tuttavia che:

se il lavoratore intende rientrare prima della scadenza della prognosi originaria, è indispensabile un nuovo certificato medico che anticipi formalmente la fine dell’inabilità temporanea.

Questo certificato può essere redatto:

  • dal medico curante;
  • da una struttura sanitaria;
  • da altro medico competente al rilascio.

In assenza di tale rettifica della prognosi, il lavoratore non può rientrare anticipatamente in servizio.


Telemedicina e sanità digitale: la svolta dell’INAIL

La Circolare n. 17/2026 valorizza fortemente gli strumenti di sanità digitale.

L’INAIL conferma infatti la possibilità di effettuare:

  • accertamenti medico-legali;
  • verifiche cliniche;
  • emissione di certificazioni;

anche mediante modalità di telemedicina, nei limiti consentiti dalla normativa vigente.

Questo rappresenta un passaggio molto importante verso:

  • la riduzione dei tempi procedurali;
  • la semplificazione degli accessi;
  • una maggiore efficienza delle verifiche sanitarie;
  • la digitalizzazione completa del procedimento assicurativo.

Chiusura automatica della prognosi da parte dell’INAIL

Un altro elemento operativo di rilievo riguarda l’ipotesi in cui non venga trasmesso un certificato continuativo alla scadenza della prognosi.

In tal caso:

l’INAIL procede automaticamente alla definizione del periodo di inabilità temporanea entro 15 giorni.

La finalità è garantire:

  • la tempestiva liquidazione delle prestazioni economiche;
  • la certezza amministrativa della pratica;
  • la continuità gestionale delle procedure.

Implicazioni per i datori di lavoro

Le nuove istruzioni comportano importanti conseguenze operative anche per i datori di lavoro.

In particolare:

  • occorre verificare attentamente la data finale della prognosi indicata nell’ultimo certificato disponibile;
  • non deve più essere richiesto automaticamente il certificato “definitivo” per consentire il rientro;
  • permane l’obbligo di rispettare le norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro previste dal D.Lgs. 81/2008;
  • resta fondamentale la valutazione dell’idoneità alla mansione nei casi previsti dalla sorveglianza sanitaria.

Le ricadute sul sistema di prevenzione

La circolare si inserisce in un più ampio processo di modernizzazione del sistema assicurativo e prevenzionistico italiano.

Tra gli effetti più rilevanti:

  • semplificazione burocratica;
  • maggiore rapidità nelle comunicazioni;
  • riduzione dei contenziosi;
  • miglior coordinamento tra medici, aziende e INAIL;
  • rafforzamento della tracciabilità digitale degli eventi infortunistici.

Conclusioni

La Circolare INAIL n. 17 del 29 aprile 2026 rappresenta un intervento di notevole impatto operativo nella gestione degli infortuni sul lavoro.

Le principali innovazioni riguardano:

  • la piena digitalizzazione della certificazione medica;
  • l’utilizzo della telemedicina;
  • la semplificazione della ripresa del lavoro;
  • l’eliminazione dell’obbligo generalizzato del certificato finale;
  • una maggiore uniformità procedurale su scala nazionale.

Per aziende, consulenti, RSPP, medici competenti e professionisti della sicurezza sul lavoro, diventa essenziale aggiornare immediatamente procedure interne e prassi operative, al fine di garantire piena conformità normativa ed evitare criticità nella gestione degli eventi infortunistici.

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